Jesolo
Jesolo è sinonimo di svago e vacanza: la spiaggia di Jesolo è una delle più note e frequentate dItalia. Jesolo è una delle più organizzate ed efficienti località balneari europee grazie alla disponibilità di proposte per il tempo libero e la capacità delle sue strutture alberghiere e turistiche. Il tutto ebbe inizio a Jesolo con lapertura del primo stabilimento balneare, siamo alla fine del 800, ed oggi si contano a centinaia le imprese, tra ristoranti, alberghi, parchi di divertimento e negozi, che a Jesolo si affacciano sullo splendido litorale lungo ben quindici chilometri. Jesolo si trova tra le foci del Sile e del Piave. Grazie alla felice collocazione geografica, Jesolo è anche un comodo punto di partenza verso le numerose località storico-artistiche del Veneto, ma non si devono dimenticare le sorprese che Jesolo stessa riserva: come i suggestivi paesaggi naturalistici della Laguna di Venezia, i corsi dacqua, vere e proprie vie di comunicazione da riscoprire, che si alternano alla campagna ed i centri abitati minori, come Jesolo Paese, ed il Porto di Cortellazzo, vero tesoro alla periferia di Lido di Jesolo . LArea archeologica Le Mure comprende i resti della Chiesa di San Mauro, della Basilica e della Cattedrale di Santa Maria Maggiore: questi resti, insieme ai ruderi della Torre Caligo e al centro di Lio Maggiore, testimoniano le origini antiche di Jesolo . In epoca romana, infatti, le imbarcazioni che collegavano Ravenna con Aquileia, si fermavano a Jesolo , allora un villaggio riparato dai venti e dalle tempeste e che si trovava presso la foce del fiume Piave: si trattava di Equilio (da equus, città dei cavalli, poi traformatosi nel tempo in Esquilio, Esulo, Lesulo, Jexulo e lattuale Jesolo . Dopo la caduta dellImpero Romano, Jesolo e Rialto, Torcello, Malamocco, Chioggia, Eraclea, Caorle si unirono e si diedero un governo, ad Eraclea, ed un capo, il Doge: il primo fu Paoluccio Anafesto (697). Larea rimase ancora piuttosto tumultuosa e conflittuale e la sede del potere si spostò prima a Malamocco e poi a Rialto, configurandosi quindi definitivamente quella che sarebbe diventata Venezia.
Oltre che per motivi politici, larea di Jesolo fu ripetutamente colpita anche da disastri ambientali, quali le esondazioni del fiume Piave. Sono numerosi gli eventi a Jesolo documentati dagli storici che dimostrano come il fiume Piave è stato uno degli artefici del modificarsi dellequilibrio ambientale e del progressivo interramento di un vasto territorio intorno a Jesolo, oltre che unincessante attività umana. Jesolo si sviluppò grazie a al commercio con le città dellentroterra veneto, raggiunto risalendo i vari fiumi che sfociano nellarea della Venezia Orientale, ma anche lOriente fu destinazione per il commercio di Jesolo : spezie, tessuti, sale, pesce e prodotti lavorati. Intorno alla metà del XV° secolo ci fu un periodo di profonda crisi a causa delle esondazioni del Livenza e del Piave, finchè la Serenissima non provvide con importanti lavori al ripristino del territorio, anche anche per consentire di conservare i proficui traffici con il Friuli. Di fatto i mercantili potevano partire da Venezia e raggiungere Grado, attraverso una rete di fiumi e di canali di raccordo, senza esporsi al mare aperto. Dalla Laguna di Venezia si risaliva per Cavallino, Jesolo, Revedoli, Caorle, Porto Baseleghe, il Tagliamento, Lignano, Laguna di Grado ed Aquileia. Senza contare, inoltre, che da questa ideale base fluviale, vicina a Jesolo, si dipartono fiumi importanti per raggiungere aree strategiche per lintenso traffico mercantile di Venezia: il Brenta per Padova, il Sile per Treviso, il Piave per il Cadore, il Livenza, lo Stella ed il Tagliamento per il Friuli. Allora come oggi, furono proprio le infrastrutture, come queste, a decretare il successo di Jesolo e lo sviluppo dellentroterra veneziano che indusse, poi, anche i signori veneziani ad investire nel territorio. Alla fine del XV° secolo, il Patriarca di Venezia istituì la più antica parrocchia del Basso Piave: San Giovanni Battista. Si sviluppò un nuovo centro urbano di Jesolo allincrocio tra il fiume e del canale, mentre lantico sito detto delle Mura cadeva in rovina. In seguito venne incaricato della gestione del canale Alvise Zucharin e dei suoi eredi, tanto che lantica denominazione di Equilo Jesolo lasciò il posto a Cava Zucharina, Cava Zuccherina, Cavazucharina o anche Cavazuccherina, finchè nel 1930 Vittorio Emanuele III non consentì di ripristinare lo storico nome di Jesolo.
Per limitare i danni delle frequenti alluvioni del Piave che, peraltro, minacciavano la stessa Laguna di Venezia, vari furono gli interventi effettuati vicino a Jesolo. La costruzione dellArgine San Marco (da Ponte di Piave a Torre Caligo) è della prima metà del XVI° secolo, subito dopo seguì la costruzione del Cavetta. Ma anche le acque del Sile dovevano essere gestite, per evitare danni ulteriori alla zona di Torcello. A metà del XVII° secolo il Piave fu deviato verso Palazzetto, tra San Donà di Piave e Jesolo, e si venne a creare il cosiddetto Lago del Piave, ossia linondazione di unampia area che verso la fine del secolo trovò la sua foce a Cortellazzo, nei pressi di Jesolo. Contemporaneamente anche il Sile ebbe un nuovo assetto: conche a Portegrandi ed undici km di canale fino a Caposile, su quello che divenne il Piave Vecchio. Ma gli abitanti di Cava Zuccherina (lodierna Jesolo) dovettero attendere fino ai lavori di Bonifica della prima metà del 900 per vedere risolti i problemi di salubrità del territorio di Jesolo. Nel 1654 fu costruito un edificio, tuttora esistente, che serviva per la riscossione del dazio. Alla fine del secolo XVII vi fu aperta unosteria che continuò la propria attività fino a pochi decenni fa. Recentemente ledificio è stato restaurato e ripristinata lattività ristorativa. Sul muro esterno si conserva ancora la lapide con le tariffe applicate dalla Serenissima per il transito delle imbarcazioni. La foce del Sile è facilmente individuabile per la presenza del piccolo faro del Cavallino. Jesolo ritorna alla ribalta della cronaca durante la Grande Guerra, dopo la disfatta di Caporetto del 24 ottobre 1917. Lesercito Austro-Ungarico marciava alla conquista di Venezia. Superato il Piave, il 14 novembre 1917, occupò il territorio jesolano e, dopo alcuni mesi sferrò lultimo assalto con la Battaglia del Solstizio del giugno 1918, ma i soldati italiani, ancorati sullargine destro della Piave Vecchia - Cavetta, resistettero, e respinsero linvasore al di là del Piave nuovo. Nulla oggi fa sospettare eventi tanto cruenti e dolorosi se non leco di qualche canto Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio dei primi fanti il 24 maggio
e tranquille sono le acque di questo grande fiume alpino che giunto in pianura scorre lento fino alla foce. Lultimo tratto dellalveo dallintestadura di Musile di Piave alla foce è pressoché un largo rettilineo. Gli imponenti argini sono percorsi da arterie stradali che collegano importanti centri abitati alle località marine, le rive sono verdi e coperte per buona parte da una vegetazione tipica ripariale, con salici, ontani, pioppi. In prossimità della foce il paesaggio fluviale è caratterizzato dai canneti e dalle grandi bilance che i pescatori azionano per catturare cefali, seppie, branzini. A Cortellazzo pregevole è la zona della pineta, ultimo lembo conservatosi di un bosco che si estendeva anticamente lungo tutte le coste adriatiche. Nellantico letto del Piave scorre invece il Sile, fiume di risorgiva che abbraccia così le valli della laguna nord di Venezia fra cui Valle Dragojesolo, Valle Grassabò e Valle di Lio Maggiore sono private, ma queste zone umide sono comunque osservabili dagli argini che sono interessati da vie di comunicazione pubbliche che partono da Jesolo Paese verso le zone interne lagunari. La tradizione popolare riserva alcuni appuntamenti: nel mese di giugno a Jesolo Paese la Festa del Patrono e a Jesolo Lido le sculture di sabbia. Nei mesi di luglio e agosto a Cortellazzo la Festa Marinara e a settembre le vie di Jesolo ospitano la Festa del vino e delluva.



